Cos’è una correlazione non lineare
Mentre la correlazione lineare misura l’associazione diretta tra due variabili, le correlazioni non lineari catturano pattern più complessi come curve di concavità o punti di flesso. In finanza, tali relazioni si manifestano spesso in scenari di volatilità crescente o in effetti di lag.
Per rilevarle è utile visualizzare i dati con scatter plot e applicare filtri di smoothing (es. LOWESS) per evidenziare la forma sottostante. Un altro approccio consiste nell’utilizzare test di indipendenza non parametrici come il test di Spearman o Kendall, che sono sensibili a correlazioni monotone ma non necessariamente lineari.
Modelli adeguati
Una volta identificata una relazione non lineare, è possibile ricorrere a modelli più flessibili: regressione polinomiale, spline di B-spline o algoritmi di machine learning come Random Forest e Gradient Boosting. Questi metodi possono catturare dinamiche complesse senza richiedere specifiche trasformazioni manuali.
Implicazioni pratiche
Comprendere le correlazioni non lineari permette di prevedere meglio i movimenti di mercato, ottimizzare portafogli e gestire il rischio. Per esempio, una relazione concava tra tassi d’interesse e prezzi azionari può indicare che l’effetto di un aumento dei tassi è più marcato a livelli elevati.